Quasi 800 club presenti nelle 20 regioni italiane, circa 280 le squadre impegnate nei campionati regionali di Serie C, 48 quelle in Serie B. Questi sono solo alcuni dei numeri dell’esteso ed eterogeneo panorama del rugby italiano, caratterizzato da peculiarità e esigenze che riflettono le tante sfaccettature della nostra nazione.

Per rispondere al meglio alle tante problematiche del movimento, unica strada per riportare veramente i club al centro dell’azione e per dare loro il futuro che meritano, è necessario instaurare un rapporto diretto con essi. E il canale privilegiato per sviluppare e consolidare questo rapporto è dato dai Comitati Regionali, vero e proprio raccordo tra Federazione e Club. Attraverso una rete articolata in 14 Comitati Regionali e 6 Delegazioni, la Federazione può infatti essere realmente presente su tutto il territorio italiano, affidando a questi organismi l’attuazione e la condivisione della propria progettualità, con declinazioni specifiche nelle diverse realtà.

Pur mantenendo un rapporto diretto con la Federazione, i Comitati Regionali avranno una ampia autonomia, sia nell’attuazione dei progetti, sia nella gestione del budget. Soltanto a queste condizioni i Comitati potranno adempiere alla loro funzione primaria ovvero “essere al servizio delle società”. Il principio su cui si regge l’operato dei Comitati Regionali è che ci sia un contatto quotidiano con le realtà locali, fatto di interventi svolti principalmente presso i club. Il vantaggio di questo sistema è duplice, in quanto agevola i club limitandone gli spostamenti e nel contempo consente di monitorare e valutare le problematiche in maniera più diretta.

Funzioni dei Comitati Regionali

Oltre alla gestione dell’attività ordinaria relativa ai campionati regionali, la sfera di intervento dei Comitati si articolerà nei seguenti ambiti:

  • supporto tecnico alle società attraverso interventi diretti e periodici rivolti ai settori giovanili di tutte le società e differenziati in funzione del livello della squadra seniores;
  • supporto nelle attività di promozione e reclutamento, attraverso lo sviluppo di progetti mirati alle esigenze delle realtà locali, che andranno a sommarsi alle tradizionali attività di sviluppo, come quelle svolte nelle scuole;
  • supporto nella formazione degli atleti, ma anche di tecnici, dirigenti, preparatori e arbitri attraverso la costituzione di un centro studi che si occuperà di programmare e attuare percorsi formativi in continuità (corsi di formazione, corsi di aggiornamento, tutoraggi, stage…), di concerto con gli organi federali preposti;
  • gestione delle attività di selezioni provinciali e regionali giovanili (Under 14, Under 16, Under 18), fungendo da collegamento tra FIR e club attraverso l’istituzione di “Scuole Tecniche Regionali”, basate sul principio di fondo di “far muovere i tecnici anziché i giocatori”;
  • organizzazione e coordinamento dei campionati di Selezione provinciali e regionali giovanili, individuando per ciascuna di tali competizioni un main sponsor abbinato, con l’obiettivo di rendere tali iniziative più appetibili e sostenibili economicamente;
  • gestione dell’attività femminile, relativamente ai campionati regionali e alle attività di Selezione;
  • gestione dell’attività Seven, in linea con il piano di sviluppo nazionale;
  • gestione autonoma del budget assegnato dalla Federazione (all’interno dei criteri e della necessità di rendicontazione previste) e reperimento di risorse aggiuntive da investire e distribuire per lo sviluppo sul territorio;
  • promozione e sviluppo di aggregazioni territoriali organizzate di società (tipo franchigie territoriali).

L’organizzazione

L’attuazione di tali attività necessita della presenza, all’interno dei Comitati, di personale qualificato e responsabile della corretta applicazione delle linee guida federali, così organizzato:

  • un manager, che supervisionerà e coordinerà i progetti, in supporto al Consiglio del Comitato Regionale, e sarà responsabile della formazione dei dirigenti, oltre che della ricerca di sponsor;
  • un responsabile tecnico regionale, coadiuvato da una rete di collaboratori – quantificabile in 1 tecnico ogni 4 società – a supporto dei club di Serie B e Serie C;
  • un responsabile dei preparatori atletici, coadiuvato da collaboratori;
  • un responsabile degli arbitri, coadiuvato da collaboratori;
  • un responsabile per l’attività femminile;
  • un responsabile per l’attività Seven;
  • un responsabile per i progetti di sviluppo e reclutamento;
  • un responsabile della segreteria, coadiuvato da collaboratori in proporzione alle esigenze della regione in cui si opera;
  • un responsabile della comunicazione (ufficio stampa tradizionale e on-line).

La selezione di tale personale sarà condivisa tra Consiglio del Comitato Regionale e organismi centrali della Federazione Italiana Rugby e avverrà in base alla valutazione di percorsi formativi e delle esperienze professionali maturati, predisponendo laddove possibile dei meccanismi di bando per garantire la massima trasparenza. L’operato del personale sarà inoltre sottoposto a periodica valutazione da parte del Consiglio del Comitato Regionale e dal sistema di governo centrale della Federazione Italiana Rugby, sulla base di obiettivi programmatici.

Questo staff accompagnerà i Club nella loro crescita, seguendone le esigenze specifiche e costruendo una progettualità atta a portare competenze all’interno delle strutture societarie. Gli operatori del Comitato Regionale nel perseguire le progettualità definite, proporranno differenti tipologie di intervento in diversi Club, preferendo comunque in ogni caso la creazione e il sostegno (tecnico, organizzativo, gestionale, economico, eccetera) di figure interne ai Club, piuttosto che la messa in atto di un mero servizio. Tale politica ha lo scopo di non effettuare interventi assistenzialisti fine a se stessi, ma di costruire un percorso di ampio respiro che miri a consolidare nuove figure e nuove competenze all’interno dei Club.

Il Consiglio del Comitato Regionale sarà in questo modo alleggerito dei compiti più legati alla mera messa in atto delle disposizioni regolamentari federali e all’organizzazione dell’attività, potendo in questo modo far fede alla propria vocazione e funzione più naturale e appropriata e cioè gestire la governance della Regione, ramificando i contatti e i collegamenti nei confronti dei Club.